Bullismo vissuto

Secondo me andrebbe fatta un po’ di chiarezza su quello che non è bullismo. Checchè ne dica Repubblica, bestemmiare in classe non è bullismo. Alzarsi la maglietta mentre la prof è voltata non è bullismo.
Porto la mia esperienza. Ho fatto le superiori in uno dei licei scientifici bene di Catania, in una classe che si sarebbe fatta notare fin dal primo anno per la sua irrequietezza di cui professori e preside si ricordano tutt’ora (a cinque anni dal diploma). Il nostro non era bullismo: la nostra era goliardia un po’ cattivella, condita da una massiccia dose di creatività.

Diciamo subito una cosa. I nostri bersagli preferiti erano i professori. Eravamo una squadra, raramente ci beccavamo tra di noi. Solo una volta mi ricordo di un farmaco a forma di ovulo marrone (credo fosse un lassativo, ma non ne sono certo) inserito in una busta di M&M’s e offerto allo sfortunato di turno (che però si accorse della truffa, eravamo troppo avanti). Proseguendo:

- arriva il prof. in classe (era il nostro scenario di partenza preferito) e ci trova tutti disperati, piangenti e singhiozzanti, affacciati dalla finestra a urlare “E’ caduto!”, “Si è buttato!”. Il prof terrorizzato si affaccia e giusto sotto la finestra trova una sagoma umana disegnata col gesso (tipo incidente stradale) con sopra la scritta “E’ ghiacciato!” (tormentone del quinto anno, troppo lungo da spiegare)

- arriva il prof in classe (ve l’avevo detto) e ci trova tutti seduti rivolti verso il muro. Tutti si comportano come se fossero al cinema: sgranocchiano popcorn, si parlano sottovoce senza togliere gli occhi dallo schermo (che non c’è). Quando il prof entra e dice “buongiorno” chiedendo lumi sul nostro comportamento, qualcuno si volta dicendo sottovoce: “Sssshh! C’è il film!” (memorabile il giorno in cui il mitico prof di filosofia si sedette accanto a noi chiedendo se il film era iniziato da molto)

- prima che arrivi il prof in classe, Davide detto anche MacGyver si nasconde dentro l’armadio della classe (una cosa tipo Houdini). Il prof entra ed inizia a fare lezione. Dopo circa mezz’ora si sente bussare dall’armadio. Il prof prima non ci vuol credere, ma poi apre l’armadio e Davide ne esce tra gli applausi generali per il nuovo record

- un giorno arriva una giovane supplente di fisica. Io non sono un insegnante ma, ecco, se fossi un domatore e dovessi entrare nella gabbia dei leoni, tenterei di dialogare e non di fare l’arrogante. Lei non fu di quest’avviso. Durò un paio di giorni. Un giorno, qualcuno le appiccò un piccolo falò sotto la cattedra mentre lei girava per i banchi. Un altro giorno, mentre spiegava sparì la borsa che aveva poggiato sulla cattedra. Ricerche disperate, minacce, parolacce e quant’altro: noi eravamo delle statue di pietra. Poi, quando cedette alla disperazione, si voltò. La borsa era a terra accanto alla sedia (ce l’avevamo rimessa noi, ma lei non se ne accorse). Si umiliò nelle scuse

- un giorno dovevamo coprire l’assenza di un nostro compagno. Era inverno. Costruimmo un manichino con zaini, giacche a vento, sciarpe, guanti, ombrelli, occhiali da sole e cappelli di lana. Sembrava un pupazzo di neve, ma era più che realistico. Nessuno se ne accorse, finchè un prof non tentò di rivolgergli la parola (ma durò un bel po’)

- il prof di inglese fu una delle vittime più ghiotte: era magrolino, con una gobba accentuata e una dentatura non impeccabile. Aveva insegnato tutta la vita alle scuole medie. Alla prima esperienza al liceo lo mandarono subito da noi, poraccio. Pensando di farci un favore, ci indicava le parti del libro che dovevamo sottolineare. E allora faceva: “Dunque dal primo al terzo rigo, poi saltate..”. Al “saltate” tutta la classe faceva un balzo dalla sedia e tornava a sottolineare.
Spesso mentre spiegava, qualcuno (senza smettere di guardarlo e fare quell’espressione finto-interessata che si impara al liceo) inizia ad emettere un suono con la bocca chiusa: mmmmm… . In breve, tutta la classe - immobile e attenta - emetteva un assordante mmmmm. Le reazioni del prof erano le più disparate.

- c’era questa prof di matematica, allora il terrore della scuola ma in realtà - detto da chi ha continuato a fare analisi all’università - piuttosto incompetente. Lei non faceva altro che tentare di indurci al terrore in vista degli esami di maturità, minacciandoci quotidianamente con un mantra che andò avanti per giorni e giorni: “Non credete che io vi faccia il compito agli esami”. Finchè, un giorno, durante il mantra, Andrea G. non alza la mano e rompe il silenzio dicendo: “Mi scusi, ma chi glielo ha chiesto?”. Seguirono 96 minuti di applausi (davvero)

- anche con la prof di informatica avevamo un certo feeling. Quando lei entrava in classe, noi uscivamo, simultaneamente. Andavamo nel cortile della scuola, ci siedevamo, qualcuno prendeva una chitarra (la chitarra a scuola era una cosa abituale per noi), e si cantava (mentre tutti facevano lezione). Quando lei usciva dalla classe, noi scappavamo dall’altra parte del cortile. Ebbene sì: ci rincorreva. E dalle altre classi capitava di tanto in tanto di vedere una decina di scalmanati con una chitarra che correva ridendo, e una giovane supplente tutta sudata che li inseguiva. Cose che non hanno prezzo.

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30 November 2006, 9.01 pm

14 commenti »

  1. [...] puro che erano capaci di regalarci le giornate in classe. Alcuni episodi li raccontai a suo tempo qui. Per cui, questo post serve a lasciare nei meandri di Google i nomi dei miei ex-compagni di classe [...]

    Pingback di A.A.A. | Francesco Costa del 11 January 2008 alle ore 9.11 pm
  2. se i tuoi compagni di classe sono venuti su come te, nonostante le scorribande, allora forse…
    allora forse un kaiser… Credo che sia nell’ordine delle cose che questi comportamenti vadano repressi, e che per questo motivo sono ancora più divertenti da commettere.

    Cmq sono d’accordo con te, non si tratta di bullismo se c’è la leggerezza e la scanzonatezza che descrivi. Il bullismo riguarda l’umiliazione di qualcuno, non il divertimento di tutti quelli coinvolti (anche delle presunte vittime).

    Commento di Matteo del 11 January 2008 alle ore 10.13 pm
  3. Non ho parole ahahahhahahaahahahahahhahahahahahahah
    ma quante cazzo ne facevamooo?????C’è troppa nostalgia ahahhahah che tempi…ma ne mancano ancora tante…tipo la ruota della fortuna nel bel mezzo della spiegazione di inglese…l’eco alle parole della prof. di informatica del 4°…Lei:buon giorno!… e tutti: orno orno orno…ahahahhahahahahma chi è che ripete le parole??? ole ole ole…o ancora tutti nascosti nel cortile per guardare dalla finestra la reazione del prof che entra in classe e non trova nessuno…beh che dire c’è da scrivere un libro…ma io non ero il letterato della classe non spetta a me… al limite posso curare la grafica insieme a platania e garofalo..aaaaaaaaaaaaaaaah ciccio ma ti ricordi i fumetti delle avventure di “matteo” anche quelle sono da publbicare…asdasdasdasd a presto…e teniamoci in contatto(hai visto cigna?dovrebbe bazzicare da quelle parti)

    Commento di Daniele Pisasale del 15 January 2008 alle ore 12.05 pm
  4. Ho le lacrime agli occhi…fantastici quegli anni ciccio!!! Cazzo 5 anni di casini…dovremmo scrivere un libro!!!

    Vi ricordate le assenza di MASSA…hahahaha mega riunione con genitori e preside per remprimere questo fenomeno delle assenze programmate…e 2 giorni dopo la riunione??? ASSENZA DI MASSA…hahahah eravamo terribili!!

    Perchè le entrate a 3° o 4° ora??? Le uscite anticipate autorizzate da me???

    Mamma mia che ridere :)

    E’ un piacere ricordare questi episodi…bei tempi!!!

    Commento di Luca Sciuto del 28 January 2008 alle ore 11.53 pm
  5. SPETTACOLARE!!! Un vero e proprio tuffo nel passato…Quanti ricordi!!!

    Comunque hai dimenticato due episodi altrettanto divertenti e pestiferi:

    - quando Simone Nicotra si è nascosto dietro l’ultima fila (la mia) subito prima dell’ora di Inglese. Quando il prof ha fatto l’appello, al momento che è arrivato a Nicotra qualcuno ha detto “Assente, ma comunque in mezzo a noi!!!” e abbiamo organizzato una seduta spiritica sul momento, con un evocatore che invocava lo spirito inquieto di Simone, gridando “Simone, dacci un segno della tua presenza”, e lui dal fondo dell’aula iniziava a battere pugni sul muro, oppure “Simone, com’è???” e lui “È ghiacciato!!!”. Che risate quella mattina!!!

    - quando è stata organizzata una mega battaglia a suon di aeroplanini di carta, con una squadra posta alla finestra dell’aula, e l’altra nel cortile di fronte. Il tutto con la prof . di Informatica (o era quella di Religione???) in aula che cercava di far finta di niente.

    E quante ancora ce ne sarebbero da raccontare: davvero ne succedeva una al giorno!!!

    Commento di Carmelo del 29 January 2008 alle ore 12.13 am
  6. hahaha fantastico melo…quello di Simone è spettacolare…come la lotta con gli aerei…mamma mia ma quante risate!!! Perchè vi ricordate quando,dopo la ricreazione,la prof di fisica ci ha rincorso per tutta la scuola…hahaha per noi la recreazione cominciava alle 11.15 e poteva anche non finire mai!!!

    Commento di Luca Sciuto del 29 January 2008 alle ore 12.18 am
  7. Platania Alessandro.PRESENTE!

    Era proprio dai tempi del liceo che non rispondevo più a quest’appello e devo ammettere che il solo rileggere quei 23 nomi che componevano la nostra tanto famigerata classe,e dietro cui si intrecciavano,prendendo vita,una moltitudine di affiatate amicizie,di goliardici scherzi ed indimenticabili esperienze,è un tuffo indietro nel tempo e nella memoria,che mi mette i brividi e mi riempie il cuore,regalandomi un emozione che pare quasi mi si strozzi in gola,in un misto tra gioia e nostalgia.
    Eh già..a ben pensarci quelli si che erano davvero bei tempi!

    Credo che un po’ tutti,prescindendo dal tipo di scuola frequentata o dall’anno accademico nel quale si è conseguito il diploma,ricordino sempre con particolare affetto i “mitici”anni del liceo,anni nei quali da spauriti e ingenui ragazzini delle medie,ci si trasforma gradualmente negli uomini e nelle donne che varcheranno la soglia del mondo degli adulti,proiettando la propria esistenza verso quel incerto”domani”che sin da piccoli ci additavano come fosse uno sfocato miraggio.

    Io non faccio certo eccezione a questa legge,e anche per me scoperchiare lo scrigno dei ricordi associati a quel periodo,partendo dalla lettura di quel che lo stimatissimo Ciccio ci ha messo a disposizione in questo blog,si rivela essere un lavoro mentale ben più che piacevole,oltre che un ottimo pretesto per riprendere i contatti interrotti,tra quanti fra noi in questi 6 anni non hanno saputo o potuto ritrovarsi.

    Seguendo poi le orme di chi m ha preceduto nel commentare questo post,anch’io porto in dote qualche racconto,frutto di una memoria per nulla avvizzita.

    - Come non ricordare infatti,in questa sede,alcuni altri indimenticabili episodi consegnati alla storia del Boggio Lera..quali ad esempio,la volta in cui alla richiesta del prof. di filosofia De Cristofaro:”stupidi lanciatemi una penna” (dato che lui puntualmente la dimenticava) ,lo prendemmo in parola,scagliandogli contro contemporaneamente e con inaudita violenza,una valanga di penne,matite e quant’altro avessimo a portata di mano(qualcuno ricordo che gli tirò addirittura l’intero portacolori).
    …E per fortuna che lui era un tipo che stava agli scherzi…!Chissà come l’avrebbe preso una Russo(una a caso)un giochino simile…

    - O quella volta invece che ci mettemmo a giocare a carte seduti sui banchi esattamente di fronte alla professoressa di religione,che indispettita e contrariata,dopo averci minacciato svariate volte di aver avvisato il preside denunciandogli la nostra indisciplina,rimase per tutta l’ora sull’uscio della porta a braccia conserte,aspettando fiduciosa e speranzosa che quest’ultimo arrivasse in suo soccorso,come da lei richiesto,per ripristinare l’ordine..
    Pare quasi superfluo aggiungere,che così come lo furono le sue intimidazioni,anche l’attesa del “Pinguino”dal parrucchino corvino(il nostro beneamato preside) fu vana.
    Poverina…forse sarà ancora li ad aspettare…così come forse ancora riecheggeranno tra le pareti della nostra nostra vecchia aula,le sonore pernacchie che le facemmo,corredate da un ”professoressa,ma che è? Il preside l’ha ammaronata?”,che qualcuno le urlò a mò di sfottò,tra le risate generali.
    La malcapitata non seppe che rispondere e tra sberleffi d’ogni tipo abbandonò mestamente la classe in silenzio,senza farvi mai più ritorno per il resto dell’anno,a causa della figuraccia patita.
    - Per non parlare poi della sceneggiata napoletana di un Mario (MEROLA) Todaro in preda ad una fantomatica colite per non farsi interrogare dal “raffinato” ScaVdaci (si proprio lui,il prof con la EVVE moscia,fissato con le misurazioni col palmeV e che emanava un fetore degno di una carogna in avanzato stato di decomposizione)
    - o di quella ancor più memorabile (grazie alla quale credo che avrebbe vinto all’unanimità l’oscar come miglior attore protagonista) messa in scena da Andrea Garofalo,il quale per scamparla alla Galvagno,che s’era quasi rassegnata alla latitanza a cui lui s’era dato per mesi,finse di prendersi una portata in faccia all’ingresso in aula dopo la ricreazione,dall’inconsapevole oltre che incolpevole Andrea Zapparata(che onore al merito,si sorbì pure il cazziatone dalla professoressa,senza che questa gli permettesse di aprire bocca per giustificarsi,di qualcosa che in fin dei conti non aveva nemmeno commesso!).

    - E proseguendo oltre,ritroviamo fra le altre,le mirabolanti disavventure riconducibili alla sciarpa rossa,che circolando da collo a collo il primo anno,come un simbolo maledetto,mieteva vittime anche tra i più scettici che ne mettevano in dubbio le proprietà “acchiappapalo”durante l’ora di Chimica;
    - Davide di Mauro mascherato da talebano che si cimentava in immaginarie battaglie con altri terroristi;
    - lo straordinario starnuto di Andrea Garofalo,che dopo aver passato 20 minuti abbondanti a fissare immobile un Peppe Puglisi,attento come tutti alla visione di un film proiettato durante l’ora d’inglese,gli starnutì all’improvviso in pieno volto,un cono di germi dalle dimensioni spropositate..che ancora reclama vendetta;
    - il verso del piccione che faceva costantemente da sottofondo alle lezioni di Escata Nicolosi (ribattezzata donna piccione,nonchè bersaglio preferito delle nostre malefatte)e a cui una volta facemmo pure sparire la parte superiore della cattedra;
    - gli improbabili e strampalati esempi(a suo dire esplicativi),gli svarioni lessicali,e le guerre psicologiche di Di Guardo,che valsero a Simone Nicotra il record di “1”consecutivi sul registro in una settimana per disobbedienza civile(ne racimolò ben 6!!!);
    - le incomprensibili spiegazioni di matematica della Magnano al biennio,a cui solo Carmelo Di Betta,più per riflesso condizionato che per reale comprensione,chinava la testa in segno di consenso;
    - le tavole ricalcate sui vetri o addirittura riciclate all’indimenticabile Di Pietro,le cui ore settimanali erano una vera e propria manna dal cielo per ripassare le altre materie;
    - l’assordante “Di Silvestriiiiii!!!”gridato a squarciagola da una Rumasuglia esasperata ad uno svogliato Carlo;
    - i compiti in classe collettivi e a stampo unico con Bubu,in cui fioccavano gli 8;
    - le lezioni all’aperto di Vinci,il professore con la chitarra che veniva a scuola in bicicletta;
    - i fantasiosi racconti della “compagna” Ursino,convinta di aver vissuto la contestazione studentesca del’68;
    - la bibbia della chimica(la tavola periodica degli elementi)ed i 10 comandamenti(tra i quali spiccava il più volte citato”non rubare le attrezzature in laboratorio”,ripetutamente infranto da Daniele Licandro)del professore La Rocca;
    - il rientro in classe nell’ora d’informatica facendo il trenino con la professoressa a rincorrerci dietro;
    - il”ragazzi se dovete ridere mhmhmhmh…almeno ridete in inglese”del pittoresco Franky Banana(prof Antonelli);
    - ed infine il terrore puro ed i maldestri tentativi di mimetizzarsi tra i banchi nella speranza di celare la propria presenza allo sguardo attento e glaciale del cyborg Galvagno o a quello accigliato e sadico dell’irascibile professoressa Russo,negli interminabili minuti che precedevano la scelta del candidato alla gogna pubblica dell’interrogazione,mentre la loro penna,come una scure affilata ed incombente,sfilava lentamente sul registro.

    Ci sarebbe da approfondire nel dettaglio ognuno di questi singoli episodi ed altri ancora,mi riaffiorano in mente adesso che ho aperto il vaso di pandora dei ricordi,come se a viverli tutti fosse stato solo ieri e come se a viverne altri di ancor più belli possa essere domani…un domani scolastico…quel domani qualunque,che forse a quei tempi ho sempre sottovalutato e dato per scontato,nonostante le ammonizioni di chi,oltrepassata la soglia della maturità,mi metteva affettuosamente in guardia sull’importanza e la spensieratezza irripetibile di quegli anni,indirizzandomi sul solco tracciato dalla filosofia del carpe diem.

    A volte,quando la frenesia giornaliera mi da tregua e come oggi,mi soffermo a pensare,non posso far a meno di ricordare le avventure passate e condivise con voi,ed è allora che mentre le labbra si dischiudono in un timido sorriso che penso…a come sarebbe bello se un giorno…anche per un solo giorno si potesse tornare indietro a rivivere il passato e a far si che quel domani scolastico,fosse di nuovo il mio domani…il nostro domani!

    Per fortuna o purtroppo però tutto questo fa”solo” parte del nostro passato,che fatto di rimpianti o rimorsi che siano,è destinato a non ripetersi,se non in maniera nettamente diversa.

    Le nostre strade si sono bruscamente divise e la vita ci ha già spinto e continua a sospingerci verso un futuro ancora tutto da realizzare e da scrivere .

    Nuovi incontri,nuove conoscenze,nuove amicizie e nuove esperienze ci hanno segnato e continueranno a segnarci.

    D’altronde,com’è giusto che sia,bisogna guardare sempre avanti ed è forse giunto il momento di richiudere il prezioso scrigno da cui risplendono le mie reminescenze adolescenziali,anche se…l’eco immortale delle nostre imprese,continuerà a rimbombare ugualmente nella mia e,sono certo,nelle vostre menti,mantenendo sempre vivo e lucido in noi il dolce ricordo di quelli che sono stati senza ombra di dubbio gli anni più belli della nostra vita.

    I fantastici anni della leggendaria V At.

    P.S. E questo è solo un assaggio di quello che succedeva in classe…per dovere di cronaca io citerei anche quanto succedeva fuori dalla scuola,partendo dai divertentissimi pomeriggi trascorsi a correre dietro al pallone sullo spelacchiato campo dell’USA94,teatro di tante battaglie sportive,passando per le drammatiche ”riunioni studio”a casa di Simone Nicotra,in cui tra una partita di ISS pro e l’altra ci crogiolavamo più che sulla risoluzione dei problemi di matematica,sul come disporci in classe il giorno seguente,per copiare un compito che quasi nessuno certamente sarebbe riuscito a fare,e finendo con l appuntamento del sabato pomeriggio a casa mia per vedere qualche film”d’autore”scelto da Peppe Pugliesi.
    Stupendo!!!

    P.P.S. Il video della gita a Praga manca anche a me,quindi mi accodo a Valentina nel richiederlo.
    La gita del 5° anno è il ricordo del liceo per eccellenza che predomina su tutti gli altri e sarebbe davvero il massimo riuscire a rivederlo dopo così tanto tempo!
    Chissà che non possa essere proprio la visione del filmino una scusa per vederci tutti e riguardarlo assieme..
    Io la butto li così…fatemi sapere che ne pensate!
    Se poi ci aggiungi anche lo stupidario del V anno(mi manca anche quello),una batteria di pentole acciaio inox 18\10 con fondo alto 1 cm e un letto matrimoniale con doghe in legno….è il massimo!

    P.P.P.S. Ciccio complimenti innanzitutto per gli articoli(ogni tanto passo dal blog per dar loro un occhiata)sono molto interessanti e denotano la visione,acuta,puntuale e precisa che hai sempre avuto nel rapportarti ai fatti e alle vicende.Detto questo,che mi sembrava doveroso,una piccola considerazione:spero vivamente che stessi scherzando quando ti riferisci al Boggio Lera come ad un liceo”bene”di Catania…..perche qua i casi sono solo due:o hai volutamente utilizzato un aggettivo simile per ironizzare su una struttura decadente e fatiscente che si ostinano ormai da decenni a millantare come scuola…o stavolta t hanno tagliano male la roba e questa è stata la tua ultima cazzata allucinata prima della morte per overdose.
    Confido nella tua sanità mentale e quindi nella prima ipotesi:P

    P.P.P.P.S. Visto che sto blog sta diventando un punto d incontro per i nostri ex compagni,lascio qui il mio contatto di Msn,così chi volesse,saprà come contattarmi;) alestarplatinum@msn.com

    P.P.P.P.P.S. Ovviamente se Mario Sapienza dovesse mai passare da queste parti..non m ha visto nessuno!!!Schhh…Acqua in bocca :D

    CiauzZzZzZzZz da Alessandro

    Commento di Alessandro Platania del 29 January 2008 alle ore 9.36 pm
  8. hahaaha ale ritrovarti e risentirti è stato FANTASTICO…bellissimo il tuo contributo a questo articolo

    per riunirci io direi di aspettare un segnale dall’amico Ciccio…non appena rientra in patria la organizzo io personalmente!!!

    Mamma mia quanti ricordi…mi è scesa la lacrimuccia :(

    Commento di Luca Sciuto del 29 January 2008 alle ore 10.59 pm
  9. Alessandro, te l’ho già detto ieri sera su MSN, e te lo ripeto ancora una volta…SEI DAVVERO UNICO!!!

    Sei riuscito a farmi ridere a crepapelle, e allo stesso tempo a farmi commuovere quasi alle lacrime…Quindi, oltre ad essere un bravo fumettista (come dimenticare i tuoi disegni sul diario di…praticamente CHIUNQUE!!!), hai dimostrato anche tutta la tua sensibilità e tutta la tua sagacia in questo bellissimo spaccato della nostra indimenticabile esperienza passata tra quattro mura fatiscenti di un ex convento catanese…

    Purtroppo, numerose sono state le risate, ma parecchi sono stati anche gli scontri e le divergenze radicali di pensiero, specialmente durante l’ultimo anno, che hanno portato ad allontanamenti decisamente voluti…
    Dico purtroppo perché in realtà la maggior parte di questi era soltanto dovuto a “bambinate”, infantili screzi, un pò per il volersi divertire a TUTTI I COSTI - anche alle spalle degli stessi nostri compagni di viaggio - un pò perché la formazione dei classici “gruppetti” in una classe davvero eterogenea come la nostra non poteva portare ad altro…

    E poi, perché fingere un’armonia inesistente tra TUTTI gli elementi della ormai famigerata “V A Tecnologico”? Diciamo che si trattava - in alcuni casi - di una convivenza forzata, sia dall’una che dall’altra parte! Ormai, dopo ben 5 anni trascorsi, la verità non dovrebbe essere più tanto sconvolgente, no?

    Anche se di solito, personalmente tendo a dare una seconda possibilità alle persone, così come a me stesso - in quanto non mi sono mai elevato a intelligenza superiore né gettato via come l’ultimo degli strofinacci logori - e quando ciò non basta, una terza possibilità, e poi una quarta, e poi una quinta, ad un certo punto si finisce di essere comprensivi, e ci si rende conto che semplicemente non si è fatti “l’uno per l’altro” (e scusami l’espressione DAVVERO equivoca!), e quindi si preferisce stare lontani il più possibile, piuttosto che mantenersi in contatto e doversi giornalmente scontrare con la propria coscienza, chiedendosi cosa ti spinge a mentire a te stesso e a chi ti sta di fronte. La volontà di restare “amici” a tutti i costi? Non credo proprio…

    E questo è il motivo per cui, ancora oggi sempre di più, sono convinto che una “riunione della V A Tecnologico” nel senso più generale e nobile del termine non potrà mai avvenire: ci sono troppe questioni non chiarite, troppi litigi finiti male, troppe parole gettate lì senza pensarci su. Credimi, ciò mi dispiace davvero, ma è la vita, la VERA vita: quella che ti costringe a fare delle scelte…su qualsiasi cosa…giornalmente…

    Sperando che il mio sfogo “a posteriori” non sia stato troppo noioso (anche se so che è stato un pò troppo fuori luogo, data la leggerezza goliardica del post, e di questo mi scuso con Ciccio), vi auguro la buonanotte, compagni di classe e non!

    Carmelo

    P.S. Guarda che il mio annuire alla Magnano era solo un tic nervoso! In realtà era lei ad essere convinta che la stessi ad ascoltare!!!

    P.P.S. So che verrò criticato parecchio per questo, ma posso dire che la Galvagno è stata una delle insegnanti più umane che io abbia mai avuto: è stata la prima a confidarsi con me, a condividere parte del suo mondo, arrivando persino a singhiozzare davanti a me per una classe (la nostra, ovviamente!) con la quale non riusciva a stabilire un dialogo di alcun genere, sicuramente per colpa della sua inflessibilità e dei suoi metodi troppo severi. E ancora oggi la ricordo con un affetto e una stima davvero unici, più di molti altri professori che dicevano di scherarsi dalla nostra parte, per poi criticarci e umiliarci alla prima occasione (vedi la ex Sessantottina)…

    P.P.P.S. CARUSI, TRANQUILLI!!! Mi sono già messo in moto per fare un DVD della gita a Praga. Al più presto vi farò sapere circa la disponibilità (…e il prezzo!!! XD )

    Commento di Carmelo Di Betta del 30 January 2008 alle ore 12.17 am
  10. Mbare Melo lo sai che la penso come te…infatti la mia intenzione è si di riunire la V AT…ma il vero gruppo della V At…gente come Guendalina,Tiziana,Todaro,Zapparrata e il famigerato gruppo LI HO RIMOSSI!!!

    Ehehe dai mettiamo assieme i soliti 4 e ci scassiamo dalle risate :)

    Commento di Luca Sciuto del 30 January 2008 alle ore 12.26 am
  11. Lu, apprezzo la tua risposta immediata, ma io ho volutamente evitato di fare i nomi per mantenere il discorso il più generico possibile.
    Non era ASSOLUTAMENTE mia intenzione puntare il dito contro qualcuno in particolare. Ognuno di noi ha i propri “scheletri” nell’armadio: simpatie più o meno evidenti, e altrettante antipatie…Quindi non mi sento in grado di poter dire “quello è cattivo, quello è buono!”.
    Lo scopo del mio commento era solo quello di evitare di equiparare un gruppo di ragazzi - ognuno con i suoi difetti e con i suoi pregi - ai protagonisti di una puntata de “La Casa nella Prateria”.
    Niente di più, niente di meno…

    Commento di Carmelo Di Betta del 30 January 2008 alle ore 12.42 am
  12. Beh dai…non è cosi difficile fare i nomi…sono per tutti gli stessi quindi, come dici tu, visto che sono passati 6 anni meglio dire le cose come stanno? Non credi?

    Cmq sempre a disposizione…

    Commento di Luca Sciuto del 30 January 2008 alle ore 12.45 am
  13. Oh, carusi!!!
    Non datemi conto quando scrivo delle robe troppo serie: mi succede quando mischio l’aspirina con la vodka, e quel poco di cervello che mi è rimasto mi va in standby!!!

    Comunque, non stiamoci più a preoccupare troppo di sti discorsi…
    Come si dice a Bergamo alta, “Vivému e futtemunnìnni!!!”

    Un saluto a tutti i saltimbanco come me che ne capiscono pochino della politica americana (d’altronde mi pare che loro stessi ne capiscano poco, no?).
    Ciaooooooooooooooooo

    Commento di Carmelo Di Betta del 1 February 2008 alle ore 10.56 am
  14. ciao cicciooooo….ciao a tutti ragazziii…
    con qualcuno ci siamo visti di tanto in tanto….con altri meno…con certi persi proprio….xò è stato stupendo leggere gli episodi più belli di quella che fu la classe in grado di far piangere qualsiasi prof…dal più famigerato al più agnellino…come il prof di matematica che veniva accompagnato dal papino con la manina…cmq credetemi…ho trovato questo blog e questi racconti ieri notte…e li ho letti nella mia camerata mentre dormivano tutti i miei colleghi…meglio altrimenti avrebbero visto me…che come un deficiente mi scompisciavo dal ridere in silenzio…ragazzi proprio bello…sarebbe bella una rimpatriata…x ora accontentiamoci del virtuale…poi chissa’…ciao raga’ a presto..cicco e raga’ questo è il mio indirizzo e contatto gunlayer@hotmail.it…baciiiiii a prestooo…traciiii

    Commento di raffaele tracina' del 27 March 2008 alle ore 9.01 pm

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