Se mi faccio sentire poco

È perché sono in vacanza. Il tempo è una schifezza, ma migliorerà. Se avete dritte o suggerimenti, usate i commenti, e grazie. A presto, ciao.


25.07.10 - Diario

Posti in cui avrei voluto essere

C-SPAN [la rete via cavo di news, ndr] può essere bellissima, come nella notte in cui Obama ha vinto le elezioni. C-SPAN è stata la migliore: non c’erano presentatori, solo Chicago. C’era solo la folla a Grant Park, ed era esaltante. E quella è la mia città. Tutti si dicevano: «Oh mio dio, sta succedendo!» Hai visto le foto, c’era qualcuno dalla zona nord, qualcuno da quella sud, qualcuno dalla periferia. È stata la cosa più sinceramente americana che io abbia mai visto, mi entusiasmo solo a pensarci. Non conosco nessuno che non stesse piangendo.
Bill Murray


23.07.10 - Diario

Frase del giorno

Sa quante volte mi sono travestita e con mio figlio Gabriele, travestito pure lui, siamo andati di notte in giro per le vie a rischio di Milano, dove c’è droga, prostituzione, delinquenza, per capire che cosa succede veramente e poi prendere provvedimenti?
Letizia Moratti


21.07.10 - Frase del giorno

Perché Di Pietro non sopporta Vendola

Di Pietro ha stoppato Vendola. Lo ha fatto in modo netto e rumoroso, dichiarando che il presidente della Puglia può candidarsi alle primarie, ma solo «dopo aver risolto i tanti problemi che affliggono la Puglia, e mi riferisco all’economia a pezzi, ai giovani senza lavoro a cui evidentemente non possono bastare la fabbriche immaginarie, ma ci vogliono quelle reali che a fine mese danno lo stipendio». E ribadendo poi che il presidente della Puglia passa troppo tempo a fare interviste invece che a lavorare.

La decisione di Di Pietro potrebbe sorprendere, se letta in relazione a quanto il presidente dell’Italia dei Valori va dicendo da mesi: cioè che bisogna trovare subito un leader per la coalizione, che serve individuare il prima possibile un candidato per le elezioni politiche. In realtà questa non è la prima volta che Di Pietro riserva a Vendola giudizi fortemente critici. L’estate scorsa disse che il presidente dalla Puglia era «malato di berlusconite». Di recente, durante una puntata di Otto e mezzo, aveva affrontato proprio la questione della leadership dicendo che «alle prossime elezioni devono esserci candidati di destra e di sinistra che rappresentino la pacificazione sociale. Per questo non abbiamo bisogno di Nichi Vendola che rappresenterebbe una fascia estrema di tutta la sinistra».

(continua a leggere)


20.07.10 - Liberal, Mollichine

Top Secret America

Le attività e le strutture top secret del governo americano, create in larga parte come reazione agli attentati dell’11 settembre, sono diventate così grandi e così indefinite che nessuno sa di preciso quanti soldi costano, quanta gente vi lavora, quanti programmi esistono ed esattamente quante agenzie diverse si occupano delle stesse cose. Queste sono alcune delle conclusioni dell’inchiesta pubblicata in tre giorni dal Washington Post sulla cosiddetta “Top Secret America”. Insieme agli articoli, il Washington Post ha messo in piedi un sito internet dedicato all’inchiesta. La parte più interessante è sicuramente l’immenso database messo a disposizione dei lettori, che possono spulciare i dati delle diverse società private, le loro connessioni reciproche, la loro distribuzione sul territorio statunitense e le loro dimensioni.

La prima parte dell’inchiesta del Washington Post è riassunta qui.


20.07.10 - Diario

First couple

(hat tip: Cattivamaestra)


18.07.10 - Diario

The Social Network

Diretto da David Fincher e scritto da Aaron Sorkin.
Esce il 24 settembre negli Stati Uniti, l’11 novembre in Italia.


15.07.10 - Grandeschermo

“Lo vuole morto”

I retroscena politici sui quotidiani sono sempre un po’ tirati per i capelli, e un po’ è normale: sono dei retroscena. Tizio che ha detto a Caio che ha detto al giornalista che nella tal riunione Berlusconi ha detto questo. Oggi però l’attacco del retroscena della Stampa è particolarmente ardito, anche per essere un retroscena.

«Berlusconi lo vuole morto, dice di Fini cose inenarrabili, che è un killer, un traditore, un ricattatore, un amico delle toghe rosse, che la pagherà cara», confida uno dei partecipanti al vertice che ha portato alle dimissioni di Cosentino, che però rimane alla guida del Pdl in Campania.


15.07.10 - Diario

Conseguenze del gran caldo

“Pirla” è un termine che si usa a Milano e sta per scemo, sprovveduto, limitato, ottuso, poco sveglio. E pour cause. Solo a dei pirla poteva venire in mente di insediarsi lì dove si sono insediati. Milano è l’unica grande città non solo italiana ma europea senza un fiume. Torino ha il Po, Firenze l’Arno, Roma il Tevere (più in giù le città non hanno fiumi non perché i meridionali sono dei “pirla”, al contrario dei milanesi sono invece astutissimi, anche troppo, ma semplicemente perché al Sud l’acqua non c’è), Londra ha il Tamigi, Parigi la Senna, Praga, Vienna, Belgrado il Danubio.

Se proprio al Fatto vogliono continuare a pubblicare i deliri di Massimo Fini, non potrebbero fargli notare quando scrive castronerie come questa ed evitargli le figuracce? Oppure mostrargli una cartina geografica delle città di cui scrive.

(hat tip: Margotta)


15.07.10 - Diario

Scambiarsi la maglia

Sta succedendo un piccolo casino in Germania per via di alcune cose piuttosto ridicole dette dal manager di Michael Ballack, ormai ex capitano della nazionale tedesca. Al di là della polemica in sé, poco appassionante, vi consiglio di leggere l’articolo in questione: contiene molto altro, oltre alle frasi incriminate, è un bel racconto del mondiale di questa Germania e sintetizza in una frase tutta la fase finale, esagerando un po’ (ma l’ha scritto un tedesco, è perdonabile).

Le ultime quattro nazionali rimaste in gara erano le quattro nazionali, insieme al Ghana, che avevano mostrato il miglior gioco di squadra. Gli uruguaiani hanno giocato come se non fossero una squadra sudamericana, gli spagnoli hanno giocato come il Barcellona, l’Olanda ha giocato come la Germania e la Germania ha giocato come l’Olanda.


14.07.10 - Sport

Buoni per i cortei, e basta

Da movimento fluido, leggero e orizzontale ad associazione chiusa, burocratica e lottizzata, che manco l’UdC: che brutta fine che ha fatto il Popolo viola.

update: come non detto: quel verbale era falso, qualche simpaticone lo ha messo in giro spacciandolo per verbale del Popolo viola da un finto account del Popolo viola. E scusate.


13.07.10 - Diario

A saperlo prima

Piuttosto che tentare di convincere gli elettori che avercela con gli immigrati è sbagliato e controproducente, il PD delle Marche vuole convincerli a voltare le spalle al centrodestra raccontando che il governo è stato troppo morbido con gli immigrati, tanto che oggi ce ne sarebbero molti più di prima. E cosa farà, poi, l’eventuale elettore di centrodestra sensibilizzato sulla pericolosità degli immigrati, che aumentano sempre di più? Voterà a sinistra, secondo il PD delle Marche.

(qualcosa di simile era stata fatta l’anno scorso dal PD nazionale)


12.07.10 - Diario

Essere Joan Capdevila

Una delle ragioni per cui mi sono appassionato a Joe Biden è il modo allo stesso tempo serissimo e scanzonato in cui affronta le conseguenze del più grande colpo di fortuna della sua vita: essere scelto dall’uomo politico più brillante delle ultime due o tre generazioni per fare da suo vice nel mestiere più importante che esista al mondo (lo so, ci sono un sacco di più: sono tutti necessari). Poi certo, non è mica semplicemente una questione di fortuna: Biden è un politico fenomenale e non è stato scelto per caso. Rimane però il fatto che i suoi tentativi di arrivare alla Casa Bianca erano sempre falliti: doveva arrivare Barack Obama.

Joan Capdevila è un po’ come Joe Biden. Terzino sinistro della Spagna campione d’Europa e campione del mondo, non è un fuoriclasse. È un buon giocatore, copre bene tutta la fascia senza essere velocissimo, segna spesso senza essere dotato di grandissima tecnica. Ieri lo avevo descritto come “l’unico spagnolo scarso” e in effetti Capdevila è scarso, ma solo se lo paragoni ai suoi incredibili compagni. Capdevila ieri era l’unico spagnolo normale in campo: l’unico a non giocare né nel Barcellona né nel Real Madrid, l’unico a non valere decine di milioni di euro, l’unico a non essere nelle mire dei migliori club del pianeta. Un onesto e rognoso terzino sinistro che è diventato campione del mondo grazie ai suoi formidabili compagni e spesso ha dovuto sudare il doppio di loro, per non sfigurare. Poi, dopo aver alzato una meritatissima Coppa, è andato a fare lo scemo in tv. Come Joe Biden.


(hat tip: Paolo Landi)


12.07.10 - Sport

Per chi tifiamo

Il pronostico poco serio – ma non per questo inverosimile – è che il calcio ha delle leggi non scritte, e una di queste prevede che la Coppa del mondo non possa essere alzata al cielo da Giovanni van Bronckhorst. È così, c’è poco da fare: la prossima volta facciano capitano il meraviglioso giocatore qui sopra. Il pronostico serio è che questa è la Spagna più forte di tutti i tempi ed è anche nettamente più forte dell’Olanda, ma ha un problema dall’inizio di questi mondiali: fare gol. Le ultime tre partite le ha vinte tutte uno a zero a fronte di un possesso palla mostruoso, e alcuni di questi gol sono stati pure piuttosto fortuiti. Io dico zero a zero bloccato, forse rigori se non arriva qualche gollonzo. Di certo vince chi va in vantaggio per primo: probabile che sia la Spagna, con gran fatica; ma se l’Olanda va in vantaggio questa Spagna avrà grossi problemi a rimontare a forza di ritmo compassato, tocchetti e passaggi orizzontali. Possibile chiave della partita: Robben si troverà davanti Capdevila, l’unico spagnolo scarso, e probabilmente lo salterà tutte le volte che vorrà. La più bella e interessante analisi pre-partita la trovate qui. Dubito vinceranno, ma forza Olanda.


11.07.10 - Sport

Il giorno che sono diventato romanista

Scrivendo questo articolo sulla situazione della Roma, mi sono ritrovato a scartabellare tra i risultati e le partite degli ultimi vent’anni. E ho ricostruito i primi passi del mio tifo per la Roma. “Perché sei della Roma?” è stata probabilmente la domanda a cui mi sono trovato a rispondere più volte durante la mia adolescenza. Vivevo a Catania, e il Catania si barcamenava tra la serie C e i campionati non professionistici: quindi i miei coetanei tifavano tutti Milan o Juventus. E tutti trovavano strano che un catanese stesse per una squadra di Roma, mentre invece trovavano perfettamente normale che un catanese stesse per una squadra di Milano o di Torino. Un po’ era comprensibile: Juventus e Milan vincevano un sacco, la Roma non vinceva mai. E allora perché tifavo per la Roma? Non ci sono grandissimi aneddoti a disposizione. Diciamo intanto che la circostanza è stata favorita dal fatto che i miei genitori non tifassero nessuna squadra in particolare, e quindi avevo abbastanza campo libero (zii e cugini, invece, erano tutti juventini). Avevo tipo cinque o sei anni e non tifavo per nessuno, o meglio: passavo nel giro di settimane dal tifare per il Milan al tifare per il Napoli a non tifare per nessuno. Il calcio mi piaceva un sacco ma non c’era una squadra che mi piacesse davvero.

Poi un giorno vidi una partita della Roma in tv. Era un Roma-Sampdoria di Coppa Italia: ho ricostruito che è quella giocata il 12 febbraio 1992. Erano i quarti di finale, io avevo sette anni. Ricordo che mi piacque molto – chissà perché mai: la Roma perse uno a zero – ma la scintilla doveva ancora scattare. Diventai veramente romanista un anno dopo, il 19 giugno 1993, dopo aver visto una partita emozionante e spettacolare: la finale di ritorno di Coppa Italia, contro il Torino. La Roma aveva perso tre a zero nella finale di andata e quindi si trovava costretta a tentare una difficilissima rimonta. Che ci fu, ma non fu sufficiente: la Roma vinse cinque a due, colmò le tre reti di differenza ma i gol segnati in trasferta dal Torino gli valsero la vittoria della Coppa. Una partita che è un po’ una sintesi dell’essere romanisti: grandi disastri, poi grande cuore, poi ci si illude, poi si perde. Andai a dormire un po’ triste, com’è ovvio, ma anche rassicurato e confortato: avevo trovato la mia squadra.


08.07.10 - Sport

Frase del giorno

Vorrei rivolgere un appello agli amici del «Fatto»: o cambiate il nome del giornale o cambiate le notizie.
Michele Ainis

(hat tip: Wittgenstein)


08.07.10 - Frase del giorno

E nascondere la mano

Ieri il Fatto ha dedicato un articolo alla discutibile iniziava di alcuni parlamentari PD, firmatari di un emendamento al lodo Alfano che avrebbe garantito protezione dalla giustizia penale al Capo dello Stato: fin qui, era una notizia. Solo che il pezzo era condito da insinuazioni da brividi, roba davvero da giornaletto fascista di terza categoria. “Perché mai i senatori del Pd vogliono dotare il presidente della Repubblica di uno scudo quale non si è mai visto, sottraendolo, durante il suo mandato, a qualsiasi legge penale?” oppure “di cosa hanno avuto sentore i senatori Pd che possa minacciare l’inquilino del Colle?” oppure “per carità, in questa Italia torbida dove i ministri cadono uno dopo l’altro travolti dagli scandali, nulla si può escludere”.

Non è un caso infatti se oggi Alessandro Sallusti sul Giornale scrive un articolo praticamente identico – congratulazioni al Fatto, ce ne vuole - intitolato: “Ma che ha combinato Napolitano?”. E quindi Napolitano s’è incazzato, e stamattina ha diffuso un comunicato molto irritato. Repubblica lo riprende e cita gli articoli del Giornale e del Fatto come origine del malumore del capo dello stato. Il Fatto reagisce pubblicando un articoletto che si chiama “Le bugie di Repubblica”. Apprezzate il magistrale sfoggio di dietrologia e leggete quali sarebbero le bugie.

Possiamo comprendere l’imbarazzo di Repubblica per aver preso un “buco” dal nostro quotidiano. Martedì 6 luglio il Fatto è stato l’unico giornale a riportare la notizia della balzana idea di un gruppo di senatori del Pd di dare per legge costituzionale al Quirinale uno scudo totale che mettesse il presidente della Repubblica al riparo da processi anche per eventuali reati commessi prima dell’inizio del suo mandato. Ma Il Fatto, prima di scrivere, ha sentito lo staff del Capo dello Stato e nei pezzi ha specificato chiaramente che Napolitano non ne sapeva nulla, e che anzi era sorpreso. Ora invece, i colleghi di Repubblica.it accomunano il nostro lavoro agli attacchi pubblicati oggi da Il Giornale. E spiegano che la nota ufficiale con cui il Colle riconferma la sua estraneità al pastrocchio è “la reazione di Napolitano dopo gli articoli del Fatto e del Giornale”. Un modo quantomeno infelice di ricostruire l’accaduto. Quasi a voler far pensare ai lettori che le notizie de Il Fatto fossero inesatte e incomplete.

Insomma, uno legge questo pezzo e pensa che l’accostamento del Fatto al Giornale sia un’invenzione di Repubblica, irritata per aver preso un buco (che poi, ammesso che sia falso, è una bugia e non “le bugie”). Contestano proprio la frase virgolettata per cui la nota ufficiale sia “la reazione di Napolitano dopo gli articoli del Fatto e del Giornale”, secondo loro “un modo infelice di ricostruire l’accaduto”. Delle due l’una: o la nota di Napolitano non l’hanno letta, o mentono spudoratamente.

Ciò nonostante il quotidiano Il Giornale – dopo che già ieri Il Fatto Quotidiano era intervenuto ambiguamente sull’argomento – ha tratto spunto da tale vicenda parlamentare per un sensazionalistico titolo e articolo di prima pagina, destituiti di qualsiasi fondamento, la cui natura ridicolmente ma provocatoriamente calunniosa nei confronti del Presidente della Repubblica non può essere dissimulata da qualche accorgimento ipocrita: la Presidenza non può non rilevarne la gravità.

aggiornamento: La frase incriminata dal Fatto – quella che mette la nota di Napolitano “in relazione agli articoli pubblicati dal Giornale e dal Fatto” – è riportata pari pari dall’Unità, da Leggo, dal Corriere della Sera, dalla Reuters, dal Sole 24 Ore, dall’Ansa, da TgCom, da Affari Italiani, eccetera. Evidentemente rosicano tutti per il buco che hanno preso dal Fatto.


07.07.10 - Diario

Bravi

Dato che il suggerimento della Valigia blu non ha avuto successo, oggi ci prova la Stampa a far cambiare idea a FNSI e FIEG sul più classico dei riflessi pavloviani: lo sciopero dei giornalisti per protestare contro un premier che vorrebbe lo sciopero dei lettori.

Alzare la voce tutti assieme, se è possibile, contro il ddl sulle intercettazioni e per ricordare l’anomala situazione dell’informazione in Italia. È questa la nostra proposta alternativa allo sciopero proclamato dalla FNSI per la carta stampata. I cittadini vanno informati e non privati della conoscenza dei motivi della protesta. Ricordiamo che il presidente del Consiglio e primo editore televisivo in Italia, Silvio Berlusconi, vorrebbe addirittura uno sciopero proclamato dai lettori, tanto è il suo interesse a che non leggano. Per questo la Direzione e il Comitato di redazione della Stampa si rivolgono, ancora una volta, a FIEG e FNSI perché per il giorno 9 luglio ci sia invece un’azione congiunta volta a pubblicare sui quotidiani gli appelli che da vent’anni fanno i Presidenti della Repubblica, i rappresentanti degli editori e dei giornalisti in favore della libertà di stampa, del pluralismo nel mondo dell’emittenza e della carta stampata. Sarebbe più utile spiegare e rispiegare i rischi che comporta l’intrudizione di ulteriori restrizioni penalizzanti per i cittadini. Per quanto riguarda il giornalista il primo compito è quello di pubblicare le notizie, e tale deve restare. Anche in uno speciale 9 luglio per la convergenza di intenti e contenuti tra FIEG e FNSI.


07.07.10 - Diario

Il fast food definitivo

Ho trovato il fast food definitivo, almeno per quel che riguarda l’Italia. Non so se vi è mai capitato di mangiare da Old Wild West, una catena di ristoranti tex-mex dai prezzi dignitosi e dal menu eccellente. Io ne vado matto, ho provato quasi tutto ed è tutto molto buono (consigliato il Dakota con doppio hamburger, insuperabile). Ora, qualche tempo fa mi sono imbattuto per caso in un Old Wild West Express: praticamente Old Wild West in versione fast food. I prezzi sono più o meno quelli di un McDonald’s ma i panini sono infinitamente più buoni: il pane è pane, la carne è carne, la salsina è spettacolare. Pure le patatine sono più buone. Purtroppo per adesso ce ne sono soltanto tre in tutta Italia: due nella provincia di Milano e uno a Bologna. Però se vi capita fateci un salto.


05.07.10 - Schifezze

C’è inciucio e inciucio

Io non ho più molto tempo da dedicarvi ma, come speravo, il debunking di Marco Travaglio è diventato un’impresa collettiva. L’ultima risale a qualche giorno fa ed è qui.


Robert Byrd

È morto Robert Byrd, 92 anni, il più anziano senatore degli Stati Uniti. La sua è una storia bellissima e lunghissima – ha fatto il senatore per cinquant’anni – e molti la racconteranno, oggi. Qui ne avevamo parlato in occasione del primo voto per la riforma sanitaria. Da tempo Byrd non era in grado di partecipare a tutte le sessioni del senato, e le sue condizioni di salute gli impedivano di prendere parte a tutte le votazioni. Anche durante le giornate convulse che precedevano i voti sulla riforma sanitaria, la sua presenza era sempre in dubbio. A un certo punto qualche repubblicano non fece mistero di sperare che morisse, così da compromettere il raggiungimento di quei determinanti sessanta voti. Byrd invece andò in aula a votare, accompagnato dai suoi colleghi che gli spingevano la carrozzina, e ripagò tutti rompendo il rigido protocollo del senato al momento del voto. Chiamato dalla presidenza, invece di dire il canonico «Aye» (sì), disse:

«This is for my friend Ted Kennedy. Aye!»


28.06.10 - Diario

Frasi del giorno*

Se Di Natale giocasse nel Barcellona lo si potrebbe confondere con Messi.
Gianluigi Buffon

Mi sa proprio che questa Coppa ce la riportiamo a casa.
Vincenzo Iaquinta

*le frasi del giorno di oggi sono di qualche giorno fa, ma volevo approfittarne per segnalarvi questo


27.06.10 - Frase del giorno

Uno stage in Afghanistan

Manco ve lo chiedo di indovinare chi è, tanto lo sapete.

Conosco molte trentenni, spesso belle, colte, eleganti (fini no, la ragazza “fine” è scomparsa dall’Occidente) che fan una fatica boia a trovare un partner. Non per una scopata (anche per quella, gli uomini, di fronte all’aggressività femminile, stan diventando tutti finocchi), ma un uomo che dia loro la sicurezza e il senso di protezione di cui hanno bisogno. Consiglio uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano.


25.06.10 - Diario

L’affare McChrystal/2

Seconda puntata, con tutte le cose laterali e curiose – alcune molto curiose – che ieri non sono entrate nel pezzo


24.06.10 - Diario

I traviati

Leggo che l’opposizione sta facendo ostruzionismo in parlamento sui tagli agli enti lirici e sinfonici, schierandosi “a difesa della cultura”. Io non ho certezze sul quanto e come lo stato debba sovvenzionare la cultura – penso che debba, però, con certi limiti – e in passato sono stato molto d’accordo con questo. Ora, io non so se voi sapete con quanti fondi lo stato sovvenziona la musica lirica ogni anno. A dire il vero non so nemmeno se lo sanno i parlamentari dell’opposizione, considerato quello che stanno facendo. Io l’ho scoperto da poco, con esattezza, e sono rimasto piuttosto sbalordito: è questo il modo di sovvenzionare la cultura italiana che stiamo difendendo con l’ostruzionismo, nell’anno del signore 2010?

Per l’anno 2009 il finanziamento stabilito dalla legge [...] è di 398.036.000 €. Secondo il decreto ministeriale emanato il 13 febbraio 2009, questa somma, al netto di 20 milioni di euro destinati alle fondazioni lirico-sinfoniche, viene ripartita nei seguenti settori:

Enti lirici 47,5%
Attività cinematografiche 18,5%
Attività di prosa 16,3%
Attività musicali 13,7%
Attività di danza 2,3%
Attività circense 0,2 %


24.06.10 - Diario

L’affare McChrystal

Ho spiegato sul Post cosa sta succedendo ma soprattutto cosa è successo tra Stanley McChrystal e Barack Obama


23.06.10 - Diario

Essere Joe Biden/6

Finirò per dedicare un blog solo a lui. update: Pier e Rosario mi segnalano che quel blog c’è già. Ed è strepitoso. Vi linko solo questa, per darvi un’idea.


22.06.10 - Diario

Ditemi che è uno scherzo

La traccia scientifica è invece dedicata agli Ufo con il titolo “Siamo soli?”, riferito alle presenze nell’universo


22.06.10 - Diario

La nazionale italiana più italiana che c’è

È difficile scrivere cose sulla nazionale che si facciano notare, nel giorno in cui ognuno scrive la sua. Massimo Gramellini ci è riuscito e ha scritto l’articolo definitivo su questa nazionale e su Marcello Lippi, uno che più ne combina e più diventa borioso.


21.06.10 - Sport

Essere Joe Biden/5

La festa sulla spiaggia l’avevo già segnalata, ma Emanuele ha un video imperdibile.


21.06.10 - Diario

Il punto più basso

Al Foglio ci ridono su e probabilmente fanno bene, ma la copertura dei mondiali in Sudafrica da parte della RAI è veramente il punto più basso raggiunto dal servizio pubblico. Voi direte che c’è di peggio, che c’è il trash, ci sono i reality, c’è “La vita in diretta”, eccetera: ma non è vero. “La vita in diretta” fa schifo, ma è probabilmente quello che deve essere. La stessa cosa vale per i reality: possono piacervi o no, ma sono quella cosa lì. La copertura dei mondiali dovrebbe essere invece un prodotto giornalistico. Dovrebbe essere IL prodotto giornalistico, per una redazione sportiva di un paese come l’Italia. Invece ne viene fuori uno spettacolo tristemente trash, di quel trash involontario e inconsapevole che è molto peggiore di quello dichiarato ed esplicito, che è spesso consapevole e autoironico (poi sì, non sanno fare neanche quello, ma lasciamo stare).

La copertura RAI dei mondiale è al livello dei peggiori canali sudamericani, con tutto il rispetto per i canali sudamericani, ma senza il folclore circense dei canali sportivi sudamericani. Vorrebbero fare i professionisti, i grandi esperti, ma tutto quello che riescono a fare è inanellare luoghi comuni su luoghi comuni, frasi fatte su frasi fatte. Protagonista un’imbarazzante sfilata di personaggi inutili: Varriale, D’Amico, Galeazzi, Costanzo, Ferrari, Mazzocchi, Collovati, Bagni. Non ce n’è uno in grado di fare un commento dignitoso. Sarebbe difficile mettere insieme un gruppo più mediocre, difficile almeno quanto realizzare una trasmissione brutta e noiosa per raccontare una cosa come i mondiali di calcio: alla RAI ci riescono benissimo. Stasera niente calcio, però. Mentre il resto del mondo si guarderà Brasile-Costa d’Avorio, la televisione pubblica italiana trasmetterà “Una voce per Padre Pio”, con Massimo Giletti ed Emanuele Filiberto. Che dire.


20.06.10 - Sport

Scoprirsi ultras della Danimarca

Preso dallo sconforto per la noia del primo turno dei mondiali, ho iniziato a fare delle piccole scommesse online. Non solo sui risultati esatti delle partite ma anche su cose da maniaci tipo quale squadra tirerà più calci d’angolo, risultati parziali, ammonizioni ed espulsioni, eccetera. Ogni tanto si vince, più spesso si perde: in ultima analisi ci si diverte, visto che basta puntare uno o due euro per trovarsi a tifare in modo indiavolato durante partite di cui altrimenti non ce ne fregherebbe nulla. Ci si diverte di più se lo fate con degli amici, ovviamente, dal vivo o online.

Insomma, tutto questo per dirvi che se volete cominciare a scomettere, io ho cinque inviti per iscriversi a Bwin con una speciale promozione sui mondiali: funziona che vi iscrivete, versate 10 euro sul vostro conto e Bwin ve ne regala altri 25. Io probabilmente non ci guadagno niente, o meglio: se e solo se un giorno arriverete ad aver scommesso 175 euro, Bwin darà 25 euro in omaggio anche a me. Se vi interessa, scrivete a posta@francescocosta.net. Le mie scommesse di oggi – con relativa chiacchiera e successivo cazzeggio – sono su Friendfeed: forza Costa d’Avorio!


20.06.10 - Sport

Essere Joe Biden/4

Quest’uomo è un grande.


19.06.10 - Diario

Da cosa nasce Beppe Grillo

Da un sacco di cose, ma soprattutto da storie come quella di Giuseppe Drago.


18.06.10 - Diario

Nove anni fa, oggi


17.06.10 - Sport
Roba vecchia »
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