Francesco Costa

“Noi lavoriamo nelle tenebre – facciamo quel che possiamo – diamo ciò che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione, e la nostra passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte.”

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Fate i bravi

Nessun commento » - May, 11, 12:24 am

Questo blog sarà aggiornato più che saltuariamente fino a giovedì, e poi vi proporrà dei commenti anacronistici sui fatti di questi giorni

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Mica bruscolini

Nessun commento » - May, 8, 1:07 pm

Ciao ragazzi, io esco, vado da Al Gore

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Ma anche no

10 commenti » - May, 8, 10:12 am

Io non ho la faccenda molto chiara, ma magari qualche dalemiano di stretta osservanza passa da qui e mi dà una lezione di politica: insomma, il Pd dovrebbe recuperare l’alleanza con la sinistra (o quel che ne resta) ma anche con l’Udc (vedi l’intesa sul modello tedesco, eccetera) ma anche con la Lega, “costola della sinistra”. Mi chiedo perché sia stato ingiustamente escluso il Movimento per l’Autonomia di Lombardo, ma ci sarà una spiegazione anche per questo

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Cosa vuole Hillary?

Nessun commento » - May, 7, 6:30 pm

normal_20_hillary_clinton.jpgLa blogosfera e il giornalismo a stelle e strisce si chiedono che cosa vuole Hillary - per quali ragioni sarebbe rimasta in gara fino a oggi benché spacciata ormai da almeno un mese, per quali ragioni potrebbe decidere di ritirarsi - e Taegan Goodard mette in fila tre punti abbastanza sostanziosi.

- vuole essere aiutata a pagare i suoi debiti. Hillary ha prestato alla sua campagna qualcosa come 12 milioni di dollari da febbraio a oggi e vorrebbe che Obama [le cui tasche invece abbondano di quattrini: che posto meraviglioso che è l’America, ndr] la aiuti nell’eliminazione di questo e di tutti gli altri conti non pagati.

- vuole che una delle sue proposte politiche arrivi al tavolo della vittoria. Così come John Edwards ha portato Hillary e Obama a far entrare la lotta alla povertà nelle loro campagne, così Hillary ha bisogno di mostrare ai suoi sostenitori che ha avuto un impatto non indifferente su questa corsa. Il sostegno di Obama al suo piano sanitario come parte della piattaforma democratica avrebbe molto appeal sui supporters di Hillary - così come su quelli di John Edwards.

- vuole essere interpellata sulla scelta del candidato vicepresidente. Se Hillary non vuole fare la vicepresidente, ha però abbastanza influenza per far sì che Obama scelga qualcuno a lei vicino e leale. Questo vuol dire qualcuno come il senatore Evan Bayh o il generale Wesley Clark. E vuol dire che non potrebbe essere Bill Richardson.

Nulla da aggiungere, se non che l’ultima ipotesi rischia seriamente di consegnare agli autori di The West Wing l’ennesimo meritatissimo premio al loro genio e alla loro formidabile bravura.

P.S.: Intanto, è già iniziata la fila dei superdelegati di Hillary che cambia idea per dare il suo sostegno al candidato vincente

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Si attende la rappresaglia di Cundari

1 commento » - May, 7, 6:08 pm
Veltroni dovrebbe fare lo stesso, dire che il suo caro amico Massimo – quello che si vantava di giocare con le molotov a Pisa, mentre lui era già un funzionario di partito – è diventato uno degli ostacoli principali alla modernizzazione della sinistra, ora che ci siamo liberati dei comunisti e dei verdisti. Lo faccia, Veltroni. Si metta in gioco. Al massimo, come Obama, dovrà spiegare come ha fatto a non accorgersene prima. Se Veltroni tiene davvero al progetto del Partito democratico, come dovrebbe tenerci qualsiasi cittadino italiano che non vuole morire lobotomizzato o di noia, dovrà avere il coraggio di sfidare gli oligarchi della sua parte e di trasformarli nei nuovi Folena, Mussi e Angius. Veltroni avrà bisogno di spingere sull’acceleratore del partito all’americana, senza tessere, senza sezioni, puntando sulla leadership, sulle idee, sugli eletti. Dovrà incalzare il governo Berlusconi sul suo ex terreno, quello della rivoluzione liberale, della modernizzazione del paese, del mercato del lavoro e del sistema pensionistico. Adotti in blocco l’agenda Giavazzi sulle liberalizzazioni, smascheri lo statalismo di Alleanza Nazionale e degli arcobaleni, il protezionismo di Giulio Tremonti e dei no global, la piccineria della Lega e di Beppe Grillo, il corporativismo dei sindacati e dei salotti buoni. Faccia capire che i conservatori del sistema Italia stanno sia alla sua destra sia alla sua sinistra. Dica, insomma, qualcosa di sinistra liberale. Se non lo fa, o se pensa che cincischiare possa essere una soluzione, allora vorrà dire che ha ragione l’ex dalemiano Andrea Romano ad aver scritto nel suo libro “Compagni di scuola” che l’ex classe dirigente diessina è semplicemente e tragicamente inadeguata. “Unfit”, direbbe l’Economist.

L’invettiva - un po’ disordinata ma globalmente sacrosanta - di Christian Rocca contro Massimo D’Alema, sul Foglio di oggi.

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Le mani sulla nomination

Nessun commento » - May, 7, 3:47 pm
Si era detto alla vigilia che Hillary avrebbe festeggiato vincendo di due cifre in Indiana e perdendo di una in North Carolina, si era detto che a Obama sarebbe andato bene il contrario. Stando a quel che abbiamo appreso, chi festeggia è Obama.

L’analisi del voto prodotta questa notte al termine del liveblogging è online, su Giornalettismo

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Un’altra inutile notte insonne

1 commento » - May, 6, 10:18 pm

2007_3_obama_clinton.jpg

Le date veramente importanti finora nella corsa delle primarie democratiche americane sono state due: il supertuesday del 5 febbraio e il 4 marzo, col voto in Texas e Ohio. In entrambe le circostanze un manipolo di appassionati di politica americana nonché tifosi di Barack Obama si riunì nella mia umile dimora per seguire l’election night (nel dettaglio: io, lui e lui per il supertuesday; io, lui e lei per il 4 marzo), e in entrambe le circostanze andò maluccio. Per carità, Barack si difendeva bene, ma noi speravamo nella notte della vittoria e ci siamo dovuti sorbire tutte e due le volte il victory speech di Hillary. Per questo motivo dopo la seconda notte passata coi musi lunghi abbiamo deciso che è casa mia che porta sfiga, e quindi per adesso ognuno a casa propria e il 4 novembre si vedrà. Qui si pensa che in politica e nel calcio la scaramanzia sia fattore determinante più di tanti altri (più degli allenatori o delle donazioni degli elettori, per dire) per cui ci guardiamo bene dall’infrangere il divieto di riunione: stasera l’election night me la seguo da solo e a questo punto ci scappa pure un bel liveblogging, ché non faccio uno vero da oltre due anni e tocca riprendere l’abitudine. Marzullo direbbe - un giorno vi racconterò di come so recitare Marzullo a memoria, ma facciamo un’altra volta - che “cari amici della notte, per chi è ancora sveglio, per chi non ha voglia o non può dormire, per chi vuole saperne di più” dei risultati delle primarie democratiche in Indiana e North Carolina, ci si vede qui, dall’1,00 del mattino in poi.

3.32 - Obama ha appena finito di parlare (solito gran bel discorso, solito clima da stadio), io ho finito il pezzo che leggerete domattina su Giornalettismo. Gli scrutini sono ancora in corso, ma i risultati sono ormai definiti. In Indiana vince Hillary 52% a 48%, in North Carolina vince Obama 57% a 41%. L’analisi completa del voto la leggerete domani, intanto vi dico una cosa sola: mi sa che abbiamo portato bene. Buona notte

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He invented television too

2 commenti » - May, 6, 7:35 pm

Giovedì pomeriggio sarò al teatro Ambra Jovinelli a seguire Al Gore e il lancio italiano di Current Tv. Nei giorni scorsi gli utenti e gli altri invitati alla presentazione hanno scelto le domande da porre a Gore con un bel sistema 2.0: io ero tutto voglioso di fare una domanda ma poi ho letto nel disclaimer che il topic del dibattito è solo e soltanto il lancio della tv e quindi - benché fossi più che pronto ad acrobazie tipo “Current sosterrà la sua candidatura quando, a convention democratica bloccata, scenderà ufficialmente in campo?” - ho preferito passare il turno. A questo punto però la domanda più che a Gore la farei al titolista di Repubblica: tv ecologica?

(vediamo chi becca il giochino del titolo)

Update: il giochino del titolo lo ha beccato Sergio, e si riferisce a questo. Non avevo notato infine il testo che compone l’url dell’articolo di Repubblica: parlano di Gore o di scarpe?

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Consigli ai Verdi per impiegare il tempo nei prossimi cinque anni

2 commenti » - May, 6, 7:06 pm

Questi qui vi fanno da motore di ricerca, e ogni sessanta ricerche piantano un albero

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Un altro motivo per tifare Obama

1 commento » - May, 6, 3:38 pm

Quella trombona di Hillary si è messa a blaterare dei videogiochi violenti, eccetera

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Altro giro

Nessun commento » - May, 6, 3:32 pm

Stanotte, in Indiana e in North Carolina (dovrebbero prenderne uno ciascuno, in teoria)

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Il ritorno del né né

25 commenti » - May, 5, 6:53 pm

In questi giorni ho riscontrato che nella sinistra italiana - anche nella sua parte migliore, ché in quella peggiore lo sapevamo già - c’è una timidezza non indifferente nei confronti dei dittatori, nonché quella compiacenza da “fine che giustifica i mezzi” che spinge alla benevolenza verso chiunque metta i bastoni tra le ruote ai nostri avversari politici, fosse anche il più feroce dei terroristi. Per questo motivo, nella recente polemica Gheddafi-Calderoli ho visto amici e persone stimabilissime strizzarsi l’occhio, oppure chiedere sghignazzando se dobbiamo per forza sceglierne uno dei due, oppure ricorrere all’orrida formula “né con Calderoli né con Gheddafi”, come se i due fossero la stessa cosa, mentre i più tacciono imbarazzati godendosi lo spettacolo.

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Che sia chiaro

13 commenti » - May, 5, 10:55 am
E’ tornato Max D’Alema, pronto a far fare due passi indietro alla sinistra:
«Con il 33 per cento l´autosufficienza sarebbe un errore. Noi dobbiamo cercare di coalizzare, partendo dal livello locale, tutte le forze che si oppongono alla destra».
A parte che a Roma, “a livello locale”, s’è già visto il grande risultato della coalizione frontista delle forze che si oppongono alla destra. Ma Luca Sofri, iMille e il circolo Barack Obama come giudicano questa voglia di ritorno al passato?
Christian Rocca, 5 maggio 2007

Per quel che vale il parere del sottoscritto, che con iMille e il circolo Barack Obama ha qualcosa a che fare: del “ritorno al passato” di D’Alema e di D’Alema penso ogni male. Giudico una nuova alleanza con i sedicenti comunisti e i finti ambientalisti come qualcosa abbastanza vicina al male assoluto nonché qualcosa per cui ho promesso a me stesso di non votare Partito Democratico.

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Pari non sono

Nessun commento » - May, 5, 10:27 am

La soddisfazione per l’ennesima festa rovinata ai nerazzurri è grande, ma condivido l’appello di Menichini: a pari punti no.

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links for 2008-05-05

Nessun commento » - May, 5, 8:31 am
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